Il Premio Internazionale per la Pace S. Paolo VI, assegnato ogni anno dal Santuario della Regina della Pace di Serrone (FR), quest'anno è andato anche ad Agostino Ricotta e Marie Christelle Massè, fondatori del Movimento Cattolico Pentecostale Mariano. La cerimonia si è svolta il 23 agosto 2026 presso il Santuario sul Monte Scalambra, alla presenza del parroco di S. Pietro Apostolo don Piero Isola e del rettore del Santuario don Primo Martinuzzi, presidente del comitato organizzatore.
Il riconoscimento, giunto ormai all'undicesima edizione, negli anni è stato assegnato a personalità come Antonino Zichichi, Antonia Arslan e il medico Giuseppe De Donno. Quest'anno la motivazione ufficiale lo lega a un'opera precisa: la fondazione del Movimento Cattolico Pentecostale Mariano, nato a Medjugorje nel luglio 2012.
Un movimento nato per unire due strade
Agostino e Marie Christelle fondano il Movimento Cattolico Pentecostale Mariano nel 2012 a Medjugorje: un cammino che unisce la dimensione carismatica — Battesimo nello Spirito, lode, carismi — a quella mariana: Rosario, consacrazione al Cuore Immacolato, presenza di Maria nel Cenacolo. L'identità del movimento si fonda su tre tappe spirituali: la Consacrazione a Maria, per lasciarsi guidare dalla Sposa dello Spirito Santo; il Battesimo nello Spirito, per riscoprire la potenza della grazia battesimale; il Patto di Alleanza, consacrazione alla Santa Trinità.
Il nome “Pentecostale Mariano” nasce da un'ispirazione ricevuta da Agostino durante l'Eucaristia, e trova il suo fondamento teologico nel parallelismo tra l'Annunciazione e la Pentecoste: come Gesù, il Capo, è venuto nel mondo per opera dello Spirito Santo e di Maria, così la Chiesa, Suo Corpo Mistico, nasce nel Cenacolo attraverso lo Spirito e la presenza della Vergine. Da quei primi gruppi di preghiera in Sicilia il Movimento si è diffuso in tutta Italia e in Francia. Nel 2019 lo Statuto ha ricevuto la prima approvazione ad experimentum; l'8 giugno 2023 l'approvazione definitiva, da parte di Mons. Angelo Giurdanella, Vescovo di Mazara del Vallo.
“Operatori di pace attraverso la famiglia”
La motivazione del premio non si ferma al movimento in sé, ma guarda a come nasce: da una famiglia. Il Santuario li premia, si legge nella pergamena, in quanto “operatori di pace attraverso la Piccola Chiesa domestica che è la loro famiglia”. Una frase che Agostino sintetizza così:
«Noi e i nostri figli mettiamo Gesù al primo posto e a fine giornata ci ritroviamo tutti insieme per recitare il Rosario.»
Marie Christelle, dal canto suo, riporta tutto a un gesto quotidiano:
«In una famiglia non deve mai mancare la tenerezza.»

Non è l'unico riconoscimento ricevuto in questi giorni: lo stesso 23 agosto, sempre a Serrone, Agostino è stato premiato anche a titolo personale per il suo contributo a Medjugorje.


